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In a future version of Earth, there is a city grown so chaotically massive that its inhabitants no longer recall what "land" is. Within this megastructure the silent, stoic Kyrii is on a mission to find the Net Terminal Gene--a genetic mutation that once allowed humans to access the cybernetic NetSphere. Armed with a powerful Graviton Beam Emitter, Kyrii fends off waves of attacks from fellow humans, cyborgs and silicon-based lifeforms. Along the way, he encounters a highly-skilled scientist whose body has deteriorated from a lengthy imprisonment who promises to help Kyrii find the Net Terminal Gene, once she settles a score for herself... Review: BLAME! 1 - pünktliche Lieferung, Ware wie beschrieben Review: exceptional dreary architecture and concept
| Best Sellers Rank | #36,139 in Books ( See Top 100 in Books ) #130 in Horror Manga #150 in Science Fiction Manga #1,215 in Comics & Graphic Novels for Young Adults |
| Customer Reviews | 4.8 out of 5 stars 1,127 Reviews |
K**P
BLAME! 1
pünktliche Lieferung, Ware wie beschrieben
Z**Y
exceptional dreary architecture and concept
D**L
It's blame!
E**T
You've only got yourself to BLAME, read it!
C**N
Blame!
(DISCLAIMER: non ci sono spoiler significativi qui, ma se volete immergervi in "Blame!" senza sapere nulla, cosa che comunque consiglio, non leggete. Altro disclaimer: in genere non leggo manga, "Blame!" però è un'altra cosa). "Cyberpunk" e "distopia" sono etichette appropriate, ma come ogni opera, "Blame!" è più della somma delle parti. Nonostante sia considerato uno dei migliori manga cyberpunk di sempre, è rimasto comunque di nicchia fino al successo di "Knights of Cydonia", grazie al quale sta ricevendo ora una meritatissima ristampa in formato XL disponibile anche in Europa e America. Nihei costruisce un mondo il più lontano possibile dalla quotidianità . In "Blame!" non troverete drammi umani, conflitti emotivi, dialoghi estesi o riferimenti al mondo in cui viviamo (tranne un paio). Questa storia si svolge decine di migliaia di anni nel futuro e anche più, in una megastruttura artificiale che si estende apparentemente all'infinito in orizzontale e in verticale, di cui molti hanno dimenticato l'origine. Solo poche tribù umane lottano ancora per sopravvivere in questo mondo inquinato e ostile; per il resto, altre figure non-organiche si contendono il potere; creature di silicio, safeguards di ogni tipo e una misteriosa "Agenzia Governativa" ("Administration" in questa traduzione), tanto invisibile quanto potente. Il protagonista? Kyrii (Killy nelle precedenti traduzioni), solo apparentemente umano, già da almeno un migliaio di anni è alla ricerca dei Net Terminal Genes, marcatori genetici quasi estiniti che consentono agli esseri umani di connettersi alla Netsphere, un terminale di controllo virtuale che permetterebbe di arrestare l'espansione della megastruttura e insidiare il potere dell'Agenzia Governativa e delle safeguards. A lui si uniranno altri due personaggi femminili (solo nell'aspetto: il genere è irrilevante per queste creature) che avranno un ruolo anche più importante di quello di Kyrii: Cibo e Sanakan. Ciò che conta in Blame!, tuttavia, non sono i personaggi (tanto che Cibo e Sanakan, ad esempio, pur rimanendo riconoscibili, cambiano corpo diverse volte nel corso della storia) quanto l'ambientazione, l'atmosfera, la sensazione di trovarsi in un mondo così vasto e alienante, il disorientamento che deriva dal non sapere mai bene cosa succede e succederà (Nihei, da bravo lettore di Gibson, crea dialoghi relativamente realistici, secchi e tecnici, che non mirano a spiegare nulla al lettore) e l'adrenalina di sequenze di combattimento ben pensate e disegnate (anche se a volte difficili da interpretare; e qui la ristampa in alta definizione e il formato maggiore aiutano). Tempo e spazio sono totalmente distorti: l'intera serie potrebbe estendersi per uno o molti millenni,difficile dirlo, e in un capitolo (non di questo volume) c'è un salto di più di un secolo non tra un capitolo e l'altro, bensì tra una singola tavola e l'altra (!). Gli spazi sono altrettanto dilatati: non spoilero le dimensioni effettive della megastruttura, ma non mancano stanze grandi come pianeti, abitate magari da una sola creatura di silicio. Nihei, tra l'altro, è un architetto, sebbene non abbia mai costruito nulla, quindi la sua visione della megastruttura ha sicuramente qualcosa in più rispetto a qualcuno senza una formazione del genere dietro. Qui Nihei è all'inizio della sua carriera di mangaka. Lo stile non è ancora ben formato, e in questo volume prova diverse soluzioni: nell'"ex-log", ad esempio, uno dei primi capitoli disegnati per "Blame!", Nihei usa una linea pulita e molte scale di grigio aggiunte in post-produzione, dando un senso di pulizia che in seguito ha sentito di dover scartare. Nell'"ex-log" ci sono anche un paio di tavole che mi sembrano realizzate con il carboncino, o il lapis. Anche questa soluzione non tornerà più. Col proseguire della storia prevarrà l'inchiostrazione: neri molto intensi e "caotici" mettono sulla pagina l'intensità cinetica di un movimento, o la sporcizia degli ambienti più contaminati e delle creature più deformi (in questo volume, ad esempio, Cibo prima di installarsi in un corpo nuovo), pur continuando a usare lo stile "pulito" e le scale di grigio laddove sono pertinenti. Nihei, col tempo, dopo "Blame!" e "Biomega", perlopiù abbandonerà anche questa tecnica: "Knights of Cydonia" ha un disegno arioso e leggero, sebbene con una linea volutamente imprecisa, e pochissimi neri. Come ha detto Nihei stesso, coprire tutto di nero vuol dire non poter inserire alcun dettaglio. E dato che in "Blame!" era interessato a disegnare creature inorganiche e ambientazioni artificiali (e considerando che Nihei era alla sua prima prova da mangaka), la storia in sé non risulta particolarmente coinvolgente, né i personaggi molto approfonditi; questo tuttavia è solo in parte un difetto considerando ciò che Nihei si proponeva di realizzare. Questo volume in particolare è molto episodico: nessun personaggio introdotto in un capitolo si ritroverà nel successivo, con l'eccezione di Cibo. Un'impostazione di questo tipo continuerà per tutta la serie, solo in modo più esteso e meno frammentato: tutto l'arco narrativo delle Toha Heavy Industries, ad esempio (che occupa comunque almeno un intero volume della vecchia edizione, credo), sarà una parentesi narrativa a sé, e non avrà un ruolo decisivo per il finale. Ma di nuovo: per creare una storia coesa. non a compartimenti stagni, che si svolgesse per 10 volumi (o 6 in questa edizione), sarebbe stato necessario "costringere" i protagonisti in una sorta di comunità "umana" (se non biologicamente, almeno nei loro rapporti), e raccontare quella comunità e quei rapporti. Questo avrebbe tolto molto a un senso di nomadismo, di abbandono e freddezza che si esprime più nell'impatto visivo delle tavole di Nihei anziché tramite i personaggi e il dialogo. In questo senso si può dire che il manga è il medium perfetto per "Blame!", anche più dell'anime o del film, perché non avrebbero reso il ruolo importantissimo che gioca l'inchiostrazione: avrebbero conferito troppa "pulizia" o troppa somiglianza al mondo reale. L'anime di "Blame!" che uscirà nel 2017, infatti, sarà molto diverso dalla serie originale, come intenti e come narrazione. "Blame!" è da leggere in ogni caso, che amiate i manga o meno, nello stesso modo con cui bisogna guardare "Neon Genesis Evangelion", ma per altri motivi. Il secondo ha avuto più importanza del primo e se ne potrebbe parlare all'infinito ma, considerando l'intensità e l'impatto dell'esperienza che si vuole proporre al lettore, per me sono riusciti allo stesso livello --- pur avendo in comune, ripeto, quasi niente.
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